Cineaste n. 2: Andiamo al cinema, leggiamo, e quando c'è da fare un boicottaggio facciamolo!

Una newsletter che già al secondo invio porta scompiglio

Bentrovate/i,

in questa seconda newsletter parliamo di un po’ di cose che sono successe nel mondo del cinema la scorsa settimana, di film da vedere, di nuove interessanti letture, degli appuntamenti da non perdere stando sul divano oppure uscendo, e pure della proposta di boicottaggio di un festival che dichiara guerra alle donne. Ma prima lasciatemi ringraziare tutte le persone che hanno inviato segnalazioni, condiviso la propria opinione e fatto conoscere ad altre/i questa newsletter (o lo faranno): è stato bello iniziare insieme! Così bello che la mia amica Elisatron ci ha omaggiato con la grafica che vedete qui sotto e che userò per i social, essendo entrambe grandi estimatrici di Agnès Varda. Non è fantastica? Seguite Elisatron su Instagram perché presto aprirà un account con cui potremo sostenerla su Patreon!

La settimana scorsa sono successe un sacco di cose (perciò scorri verso il basso se non ti interessano e vuoi sapere solo cosa vedere, leggere etc.)

  • I premi principali del Festival del cinema di Zurigo sono stati vinti tutti da donne: il miglior lungometraggio è Sin señas particulares di Fernanda Valadez,il miglior documentario è Time di Garrett Bradley, il miglior film in lingua tedesca è Hochwald di Evi Romen.

    Al Carbonia Film Festival il premio UCCA, espressione dei promotori dei cineclub Arci, è andato al documentario Overseas di Sung-A Yoon, che racconta il lavoro delle donne filippine all’estero, insomma: la servitù moderna. La regista rifiuta di presentare le donne come vittime passive: su Cineuropa c’è un’intervista (in inglese), e se ti interessa il lavoro delle donne migranti in rete c’è questa lista di film.

    Al Social World Film Festival di Vico Equense il miglior film è Systemsprenger di Nora Fingscheidt, il premio della Giuria Giovani è per Nevia di Nunzia De Stefano e il premio della Giuria di Qualità va a Mamma + Mamma di Karole Di Tommaso.

    Ma le donne di cui si è parlato maggiormente la scorsa settimana sono le vincitrici di un Nobel: per la letteratura Louise Glück, per la fisica Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudn. Tra i titoli scelti dai giornali: «Il Nobel al tempo del Covid, Murakami o una donna» e Le Thelma e Louise” del Dna» (Il Corriere della sera versione cartacea, ma prima ancora Le Monde).

  • Il Festival di Locarno ha una nuova direttrice artistica

    Dopo Lili Hinstin, che potrebbe aver lasciato perché accusata di non conoscere a fondo il territorio, arriva - ad interim - Nadia Dresti, nata a Locarno. Anche Dresti ha un un curriculum di tutto rispetto ed era direttrice della Ticino Film Commission dal 2018. Nella stessa seduta il consiglio direttivo ha deciso di allargare il campo operativo della vicedirettrice Simona Gamba, che avrà il compito di espandere le attività digitali del festival. Gamba dal 2019 è vicedirettrice del Locarno Film Festival e per l’edizione Locarno 2020 ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione. Quest’ultimo incarico è stato ora affidato a Giada Peter. Qui i dettagli.

    Dimissioni anche al Festival di Torino: la segretaria generale Bruna Ponti ha lasciato a un mese dall’inizio dell’edizione 2020.

  • Le sale cinematografiche contro Disney

    Ad oggi in Italia un cinema su 5 è inattivo a causa delle conseguenze del Covid-19. I dati dicono che dal 1° all’11 ottobre si sono incassati 5,25 M€, ossia -74,55% rispetto al 2019. Ci sono ancora restrizioni per i luoghi dello spettacolo, che si attestano come i più sicuri del paese (un solo contagio rilevato dalle Asl dalla fine del lockdown a inizio ottobre). I lavoratori hanno organizzato un emozionante flash mob di protesta a Milano per reclamare diritti (qui il video, bellissimo) e gli esercenti sperano in uscite di grande impatto, che portino molta più gente al cinema per risanare le proprie finanze. Per questo l’ANEC - Associazione Nazionale Esercenti Cinema ha definito (come poi ha fatto pure UNIC - Union Internationale des Cinémas ) inaccettabile la scelta di Disney di non far più uscire nelle sale il filmone Pixar Soul, diretto da Pete Docter e Kemp Powers, ma di rilasciarlo esclusivamente in streaming sulla sua piattaforma Disney+, per di più il giorno di Natale, ossia uno dei giorni dell’anno in cui normalmente la presenza del pubblico in sala è più numerosa. Insomma, Disney disincentiva ad andare al cinema. (Qui il commento di Cristina Piccino sul Manifesto). È arrivato il momento di rispondere lanciando una grande campagna per riportare il pubblico in sala, al di là dei blockbuster. Ma allora la Festa del cinema di Roma non avrebbe potuto scegliere un altro film per l’apertura, dato che Soul nasce già piuttosto fortunato e non ha bisogno della stessa visibilità che farebbe comodo ad altri film? (Sì, è una domanda retorica).

  • Giovedì inizia la Festa del Cinema di Roma

    Tra gli eventi speciali ci sarà Herself di Phyllida Lloyd, la regista inglese di Mamma Mia!, il musical basato sulle canzoni degli Abba, e The Iron Lady, biopic su Margaret Thatcher. Herself sarà nelle sale italiane con il titolo La vita che verrà, dal 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Degli altri film ti parlerò dopo le anteprime per la stampa, intanto qui trovi l’intero programma.

  • “Stupidi boicottaggi”, rimozioni: alcuni li chiamano così, ma è il caso di informarsi

    Come ricorderai, a settembre si parlava di cambiare il nome alla Coppa Volpi, premio della Mostra di Venezia, perché Giuseppe Volpi era un fascista. Ma dal Lido non è arrivata nessuna risposta. Il Festival di Berlino ha invece commissionato uno studio a un istituto di Storia, l’Institut für Zeitgeschichte, per verificare se fosse vero che il fondatore del festival Alfred Bauer avesse aderito con convinzione al Nazismo, come si vociferava. E si è scoperto che sì, era proprio un nazista fatto e finito. Il premio non esisterà più, ma come per Mussolini sentiremo dire che Bauer ha fatto anche cose buone.

  • Si è svolto uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per i professionisti del cinema: gli Incontri del Cinema d’essai di Mantova, giunti alla ventesima edizione. Perché sono così importanti? Perché qui gli esercenti scelgono parte dei film da proiettare, e fanno networking. Tra i film proposti: Un confine incerto di Isabella Sandri, con Valeria Golino e Anna Malfatti, Samp di Flavia Mastrella e Antonio Rezza (che non ha ad oggi distribuzione), Extraliscio – punk da balera di Elisabetta Sgarbi, X&Y di Anna Odell, Maternal di Maura Delpero e il cortometraggio Omelia contadina di di Alice Rohrwacher e JR.

  • Produzione e distribuzione:

    Confindustria ha chiesto (attraverso una lettera del Presidente ANICA Francesco Rutelli e del Presidente di CRTV Franco Siddi) che nei fondi che dovrebbero essere assegnati al digitale con il Recovery Fund siano ricomprese anche le risorse da destinare alla produzione e distribuzione di contenuti audiovisivi e media.

  • L’Italia ha rinunciato ad essere il paese in focus allo European Film Market che si svolgerà nel 2021 durante il Festival del cinema di Berlino: è stato deciso di posticipare di un anno, dato il difficile momento che sta passando la nostra industria - ma questo bisogna leggerlo tra le righe.

  • Si è conclusa – apparentemente - una battaglia (non l’intera guerra) durata mesi tra Regione Lombardia e Comune di Milano per la nomina del direttore del Piccolo Teatro. La Regione ha fatto saltare due cda (e avrebbe continuato a farlo) perché non accettava i nomi proposti dal Comune, allora il Comune ha cooptato nel cda due consiglieri che sapeva avrebbero votato per Claudio Longhi, il quale ha così lasciato la direzione di ERT e ha preparato la valigia per Milano. Di fronte a un episodio come questo (qui raccontato da Anna Bandettini), di certo non unico nel suo genere, riesco a capire un po’ meglio le persone che non credono più nella politica.

  • La guerra tra Regione Lombardia e Comune di Milano continua con lo scandalo dei soldi intascati dalla Lega di Salvini con la Lombardia Film Commission. Finalmente tutti i giornali ne parlano, ma chi paga maggiormente la situazione, ossia registe/i e case di produzione viene invisibilizzata/o. Per questo ho interpellato i registi Claudia Cipriani e Andrea Grasselli e il produttore Franco Bocca Gelsi.

COSA VEDERE

Al quarto posto tra i film più visti della scorsa settimana troviamo Un divano a Tunisi di Manele Labidi, storia della psicanalista Selma e dei suoi pazienti. Marzia Gandolfi ne parla così su Mymovies: «Manele Labidi comprende tutto il potenziale comico della situazione e la dimensione assurda di una società schizofrenica che rifiuta un aiuto psicologico. La comicità affiora a ogni seduta, provocando scene esilaranti e collezionando una galleria di ritratti irresistibili (e stonati): un imàm che ha perso la 'fede' e la moglie, un'esuberante proprietaria di un salone di bellezza che ha un rapporto difficile con la madre, un paranoico che sogna presidenti e dittatori, un adolescente ribelle pronta a tutto pur di lasciare la Tunisia, un poliziotto reazionario. Tutti vogliono un posto al sole e sul lettino di Selma, che diventa il teatro di eccessi comici ma anche di momenti malinconici e interrogativi esistenziali». Protagonista è l’attrice Golshifteh Farahani, che il governo iraniano non vuole più vedere in patria (e di come la sua patria tratta Farahani e in generale le cineaste e i cineasti ho parlato su Jacobin).

In sala c’è anche il macedone Honeyland di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov, due esordienti finiti subito nella cinquina dei migliori film in lingua non inglese agli ultimi Oscar. La loro Hatidze è una cinquantenne che vive in un villaggio semi-abbandonato e si dedica all’apicoltura e alla cura della madre, quasi cieca, in una casa senza acqua né elettricità. Le cose cambiano con l'arrivo nel villaggio di una famiglia nomade e del patriarca Hussein. Dice la regista: «Fin dall’inizio volevamo che la storia sembrasse una fiction, anche se non lo è. Il confine tra documentario e fiction dovrebbe scomparire, una buona storia è una buona storia. Io ero più focalizzata sui personaggi, Ljubomir invece sulle questioni ambientali. Abbiamo sempre considerato di tenere la storia umana e quella ambientale in perfetto equilibrio».

Il co-regista Ljubomir Stefanoval sarà in collegamento Skype con il cinema Beltrade di Milano dopo la proiezione di giovedì 15 ottobre alle 21.30 (info)

Un altro esordio importante è #387.Scomparso nel Mediterraneo di Madeleine Leroyer, che racconta il lavoro del laboratorio di medicina forense guidato da Cristina Cattaneo in cui vengono identificati i migranti morti nel mar Mediterraneo. Il film sa mettere al centro la nostra responsabilità a riguardo e ha appena vinto il premio intitolato al cooperante Giovanni Lo Porto al Terra di Tutti Film Festival, perché come ha scritto la giuria «la regista restituisce a tutte le vittime del Mediterraneo la loro dignità». Qui un articolo di Martina Facincani per The Bottom Up.

Se vuoi organizzare una proiezione con dibattito scrivi a italia@sosmediterranee.org; se invece sei a Milano non perdertelo stasera al cinema Beltrade, alla presenza di Valeria Taurino, direttrice generale di SOS MEDITERRANEE Italia.

Cosa resta della Rivoluzione di Judith Davis - dove la rivoluzione è il Sessantotto - si può trovare ancora in qualche sala. Così ne scrive Beatrice Fiorentino sul Manifesto: «In un tempo in cui si è incapaci di ritrovare l’unità anche di fronte a temi fondamentali (il lavoro, le risorse naturali come bene comune, l’istruzione gratuita…) che improvvisamente appaiono come ridicole ingenuità, Cosa resta della rivoluzione evidenzia lo stato d’animo di un’intera generazione, annientata, impossibilitata a reagire dopo che l’intero tessuto sociale è stato fatto a brandelli, i diritti sono diventati privilegi e l’individualismo più selvaggio ha preso il sopravvento. Il rifugio nell’unico bene ancora possibile, la famiglia, l’amore, è anche la presa di coscienza del crollo definitivo di un principio di collettività diventato utopia».

Amanti dell’arte, per voi c’è Maledetto Modigliani di Valeria Parisi, scritto con Arianna Marelli su un soggetto di Didi Gnocchi. La voce-guida del documentario è quella di Jeanne Hébuterne, l’ultima compagna del pittore. Qui un articolo di Artslife.

Il podcast Ricciotto ha dedicato una puntata a Le sorelle Macaluso di Emma Dante, di cui abbiamo già parlato, come abbiamo accennato a Sola al mio matrimonio di Marta Bergman e di Miss Marx di Susanna Nicchiarelli. Recensioni meno buone per Burraco fatale di Giuliana Gamba e Paradise Hills di Alice Waddington, ma anche questa settimana la qualità media dei film diretti da donne è alta.

A Firenze c’è il Florence Queer Festival, in parte in presenza e in parte on line. Tra i film selezionati: Il caso Braibanti di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese (qui una mia intervista ai registi), Baci rubati di Fabrizio Laurenti e Gabriella Romano (qui un pezzo di Pasquale Quaranta) e The Ballad of Genesis and Lady Jaye di Marie Loisier (ne parla qui Margherita Palazzo).

Per chi è a Lugano dal 14 al 18 ottobre c’è il Festival dei diritti umani. Segnalo il film Ritorno in apnea della giornalista Anna Maria Selini, che durante il lockdown è tornata nella sua Bergamo, dove sono morte 6000 persone, il doppio di quelle che risultano dai dati ufficiali. La regista e il produttore Alberto Valtellina saranno presenti alla proiezione di sabato alle 17.45 insieme alla filosofa Lina Bertola e il medico Mattia Lepori, moderati da Bruno Bergomi, presidente della Fondazione Diritti Umani (Info qui).

Giovedì inaugura una mostra di Rä di Martino alla Galleria Monica De Cardenas di Milano. Sul Manifesto una recente intervista di Sarah-Hélèna Van Put all’artista e regista.

COSA LEGGERE

Oggi una sola segnalazione ma che vale 40 letture, come il numero dei nuovi articoli che si possono leggere gratuitamente sulla rivista Arabeschi a proposito delle registe sperimentali, curati da FASCinA, il Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi che proprio alle sperimentali ha dedicato il forum di quest’anno, on line pochi giorni fa, con Cristina Jandelli e Sandra Lischi come keynote speakers. Consiglio di iniziare dall’introduzione delle studiose Lucia Cardone, Elena Marcheschi e Giulia Simi. Qui invece i video del forum.

DOVE NON ANDARE

Il primo boicottaggio di Cineaste lo propongo io…

  • … presentandovi per la rubrica #tuttimaschi l’Est Film Festival: bellissimo il programma, ma in concorso non è stata invitata nessuna regista. Impresa quasi impossibile (nonché del tutto fuori moda), e sarà anche una notizia piccola, dato che il festival è pressoché sconosciuto a livello nazionale. Ma forse la popolazione di Montefiascone (VT) merita di più, che dici? Davvero nessuna regista ha fatto un film che meriti di essere visto? Nel sito si legge che il festival è realizzato grazie al sostegno e al contributo di Mibact, Regione Lazio, Comune di Montefiascone, Fondazione Carivit, Università degli Studi della Tuscia, Nuovo Imaie: proverò ad interpellarli in merito uno ad uno. Ho scritto questo tweet per invitare al boicottaggio del festival, o comunque a farci sentire: se ti va retwittalo!

ON LINE

Se ti interessa la film education, oggi martedì 13 ottobre alle 16 puoi seguire on line “Welcome to the European Film Factory – Cinema Is The New School“, l’evento organizzato da European Schoolnet per promuovere l’utilizzo dei film come strumenti educativi. Info qui.

Sulla piattaforma di streaming Streeen c’è la sezione L’Otto Marzo Sempre, con film corti e lunghi di Maddalena Merlino, Marilisa Piga e Nicoletta Nesler, Nadia Pizzuti, Debora Vrizzi, Titta Cosetta Raccagni e altre/i. E se vuoi mostrare gratuitamente in streaming un tuo film a tematica femminile su questa piattaforma dedicata al cinema indipendente e d’autore/autrice puoi inviare un’email a info@streeen.org indicando nell’oggetto “L’OTTO MARZO SEMPRE”.

IN TV

Nella notte tra venerdì e sabato, su Fuori Orario (Rai 3) va in onda a un orario imprecisato Certain Women di Kelly Reichardt, applaudito dalla critica internazionale. Ne parla su Loudvision Valentina Alfonsi.

BANDI

Sei una regista o un regista che ha realizzato un cortometraggio non più lungo di 20 minuti su tematiche femminili? È aperto il bando per la quinta edizione di Afrodite Shorts, che si terrà in febbraio. Requisiti e altre informazioni qui e su Facebook.

Per oggi è tutto. Se ti va puoi lasciare un commento qui,

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Chiara