Cineaste n.10 Anche basta!

Una newsletter da non prendere troppo sul serio

Buongiorno con quasi 24 ore di ritardo di ritardo, 

spero che i film segnalati otto giorni fa ti siano piaciuti. Il ritardo è dovuto al fatto che sto lavorando come programmer e non solo per il festival V-Art di Cagliari, e dato che il programma è tutto gratuito faccio un po’ di auto-promozione: ci sono sette cortometraggi, tra i quali Era ieri di Valentina Pedicini, del cui lascito ho scritto per Internazionale. Gli altri sono diretti da Francesca Tosarelli, Gaia Vianello, Bianca Rondolino e Corina Schwingruber Ilić, registe che raccontano rispettivamente il l’impegno di un giovane medico nella pandemia da Coronavirus, l’importanza dello sport e dell’espressione artistica per un ragazzo disabile [il ragazzo fichissimo nella foto qui sotto], la presenza della fede nella vita di un rabbino intersessuale, il consumismo e il capitalismo. A questi cortometraggi si aggiungono due lavori di animazione diretti da Mira (Alessandra Atzori e Milena Tipaldo), due storie di successo e di migrazione dalla Sardegna al Piemonte, ossia Edina Altara e la stagione della rivista satirica Il Pasquino. Si potranno vedere su Streeen, solo per 3 giorni previa prenotazione, dal 14 al 16 dicembre, mentre il 18 dicembre si potrà vedere Il caso Braibanti di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese (qui la mia intervista dell’agosto scorso ai registi). [PROGRAMMA COMPLETO]

LA PROSSIMA VOLTA

E con #tuttimaschi com’è finita? Continua, perché il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede Lombardia) sta promuovendo un laboratorio per impararare a vendere e distribuire il proprio film, con 17 relatori uomini su 17 (di cui 15 italiani): LABORATORIO INTENSIVO DI FILM BUSINESS

Lo organizza Alessandro Masi, un consulente bocconiano da otto anni nel campo del cinema, stando a quanto riferisce su Linkedin (anche se non usa nemmeno la parola “cinema” o “film” per i servizi che offre). Quando Alessia Sonaglioni (Executive Director di European Women's Audiovisual Network) ed io gli abbiamo fatto notare l’assenza di professioniste donne ha risposto che non se n’era accorto, che non è colpa sua, che è stata una casualità, che non ci sono donne perché si è limitato ai suoi contatti, che non ci sono professioniste perché sono in numero minore in questo settore e altre risposte poco convincenti, fino ad arrivare a travestirsi da vittima sul mio profilo, dicendo ho blastato mentre lui sta cercando di rimediare. Ma se tra i suoi contatti non ci sono donne, come farà a trovarle? Cercherà su Google? Contatterà Alessia Sonaglioni ed Ewa? Pagherà una consulenza? Rinuncerà all’incarico?

Nel frattempo ha svelato che, pur essendo un corso promosso dal Centro Sperimentale di Cinematografia, non si serve di fondi pubblici. In ogni caso pagherà 17 esperti (compreso se stesso) e nessuna esperta, come fosse una cosa normale. E sappiamo benissimo che in un settore in cui molto si muove a inviti e sul da-cosa-nasce-cosa, non essere invitate come speaker è un problema. Significa un silenziamento più lungo del tempo di quell’incontro. Spero che le professioniste che accetteranno l’invito vogliano spendere un minuto per aprire una riflessione a riguardo, rifiutando di essere semplicemente utilizzate come quota rosa per darci un contentino. Intanto ho saputo che un professionista, una volta conosciuto il programma #tuttimaschi ha rinunciato a partecipare al boys club. Ma che dire del Centro Sperimentale? Sceglie cineaste come Costanza Quatriglio, Francesca Manieri e Valentina Pedicini per la sede di Palermo e per Milano accetta proposte di questo tipo? Non a caso il corso è presentato con queste parole: “Vuoi sapere tutto ma proprio tutto su come un film arriva davanti al suo (più o meno giovane) pubblico come in “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore? E come ci si può ritrovare senza soldi mentre si gira come in “The State of Things” di Wim Wenders? O addirittura sotto ricatto come in “The Player” di Robert Altman?” Ecco: #tuttimaschi anche qui.

NON PRENDERMI TROPPO SUL SERIO!

Prima di passare alle consuete sezioni di Cineaste vorrei rivolgere un invito a cineaste e operatrici culturali a non pensare che ci sia un accanimento personale se non rispondo entro 24 ore alla richiesta (ricatto, in un caso) di segnalare qui il loro lavoro. Una donna che non conosco e che chiamerò Clara Barroso per tutelarne la privacy ha infatti ritenuto di scrivermi alcune e-mail, iniziando con “Sono cineasta. Ho fatto un audiodocumentario di due ore uscito il 25 novembre. E’ una storia di donne, fatta da donne. Ne hanno scritto le testate nazionali. Peccato che tu non abbia avuto la curiosità di ascoltarlo né menzionarlo”. Ha poi proseguito nello stesso stile, mentre tentavo di spiegarle che in questo periodo non ho visto nemmeno i film di alcuni amici perché sto lavorando molto, ma non è servito. Inoltre il suo audiodocumentario dura 2 ore, non 5 minuti, ed è uscito il 25 novembre 2020, non nel 2018, quindi magari con più pazienza l’avrei suggerito, se mi fosse piaciuto, magari stavo pure aspettando l’ok del mio caporedattore per poterne scrivere. Ma niente, sono condannata senza appello. 

Rinnovo quindi la richiesta di segnalarmi, tramite e-mail, film, podcast e altre produzioni d’interesse per Cineaste, tenendo presente che se non mi prodigo immediatamente non significa che voglia escludere nessuna/o… tranne le persone aggressive e che si prendono troppo sul serio (o che prendono troppo sul serio una newsletter appena nata e senza pretesa alcuna).

LA SETTIMANA

  • Qui sopra c’è una foto della partigiana Lidia Menapace che ci ha lasciato e in quanto antifascista suggerisco di ricordarla con il documentario Non si può vivere senza una giacchetta lilla di Chiara Orempuller, Novella Benedetti e Valent Lovato , disponibile gratuitamente su Youtube.

  • Le donne e i giovani sono i soggetti che più facilmente hanno perso il lavoro nell’ultimo anno: lo dice il rapporto del Censis.

  • L’avvocata iraniana per i diritti umani Nasrin Sotoudeh è stata fatta tornare in carcere.

  • E anche Patrick Zaki rimane in carcere, almeno per altri 45 giorni, mentre l’Italia e la Francia continuano a vendere armi all’Egitto e su Twitter si leggono commenti complottisti.

  • Si parla moltissimo dell’app promossa dal governo per il cashback, e se molti non volevano saperne di scaricare Immuni per proteggere i propri dati, adesso che si tratta di soldi le preoccupazioni sembrano essere sparite, mentre per altri rimane comunque un gran regalo ai ricchi.

  • Si è celebrata la Giornata Mondiale delle persone con disabilità, ma i pregiudizi sono ancora tanti e perciò suggerisco di leggere l’articolo di Marina Cuollo su cliché del cinema e delle serie tv.

  • La caduta di stile della settimana è quella di Mahmood, che ha scelto di fare un’iniziativa di beneficenza dando i ricavi al Moige (l’associazione dei genitori omofobi), in collaborazione con Yoox, azienda accusata dalle dipendenti di molestie e maltrattamenti nel recente passato, e ora le donne sono in stato di agitazione per i turni insostenibili.

Nel mondo del cinema è successo molto poco di emozionante, a parte le parole di Valerio Mastandrea e altri artisti in difesa del Cinema Palazzo, per lo sgombero del quale la sindaca Virginia Raggi si era detta soddisfatta: “Mi sento parte di una comunità che per ora è stata chiusa fuori dalla porta, ma spero che possa rientrare. Roma non è morta anche grazie a realtà di questo tipo. Se le istituzioni non si interfacciano con queste realtà, non governeranno mai la città". 

Preoccupa la decisione della Warner Bros di far uscire tutti i 17 film in listino per il 2021 alle porte contemporaneamente nelle sale e sulla propria piattaforma (Hbo Max, che potrebbe espandersi oltre gli Stati Uniti): come riporta Giulia D’Agnolo Vallan, la decisione ha già avuto conseguenze sulle azioni dei cinema in borsa e scatenato le ire di grossi circuiti di multisale come Amc, che aveva appena annunciato un piano di rifinanziamento per poter sopravvivere oltre la pandemia. Insomma Warner, non potendo vincere in sala, vuole vincere quantomeno la guerra dello streaming. Dovrà vedersela però con le case di produzione: quella di Dune e Godzilla vs. Kong ha già minacciato di farle causa.

COSA VEDERE 

  • Proiezioni e incontri gratuiti in streaming per Sottodiciotto, con una programmazione legata ai temi dell’infanzia, dell’adolescenza e della gioventù, centrata sulla rappresentazione dell’universo giovanile e sul dialogo intergenerazionale con l’obiettivo di valorizzare la creatività degli under 18.

  • Dedicato ai cortometraggi è Cortodorico.

  • Il Movies Animation & Digital (MAD Fest) è un nuovo festival dedicato alla promozione della cultura del cinema e dell’animazione e alle relazioni che il digitale determina tra arte e industria, estetica ed economia. Su Facebook

  • Ci spostiamo da Napoli alla Sardegna per Sardinia Film Fest: film e masterclass, tutto gratuito

  • Gratuito anche l’Asperger Film Fest, realizzato dai ragazzi e  ragazze che si riconoscono nella sindrome di Asperger.

  • Gli EFA, i premi del cinema europeo sono on line: tra gli ospiti segnali che ieri c’è stato Mark Cousins, regista del monumentale documentario Women Make Film, ben 14 ore dedicate alle cineaste che hanno fatto la Storia del cinema e questo, come tutti gli altri incontri, si può recuperare nel sito degli EFA. [PROGRAMMA]

Hai già deciso quali regali non scambierai per via del nuovo dpcm? Ecco due consigli per gli acquisti se ti piace leggere, guardare film, serie tv e non solo.

Queer Gaze. Corpi, storie e generi della televisione arcobaleno

A cura di Antonia Caruso, con contributi di Valerio De Simone, Irene De Togni, Federica Fabbiani, Antonia Anna Ferrante, Elisa Manici, Lucia Tralli, Stefano Guerini Rocco, Mijke van Der Drift ed Eugenia Fattori.

Può bastare avere un personaggio LGBTQI per poter definire una serie queer? Che tipo di storie raccontano le serie tv queer? Questo libro pone molte domande interessanti per chi guarda le serie in modo critico e non si accontenta del pinkwashing. Qui puoi rivedere la presentazione del 4 dicembre scorso.

Ma non si vive di soli audiovisivi, quindi aggiungo:

Ripartire dal desiderio

di Elisa Cuter

La questione del desiderio è intrinsecamente legata alla differenza di genere e in particolare al femminile. Partendo da Non è la Rai, passando per il #metoo, gli incel e l’educazione sessuale, Elisa Cuter indaga quella che viene percepita come l’attuale «guerra tra i sessi» e arriva a ribaltare alcuni luoghi comuni del femminismo mainstream. Il cinema c’è, ma è anche personal essay, psicoanalisi, filosofia e sociologia, cultura pop. Domenica c’è una presentazione on line con l’autrice, Antonia Caruso e Gloria Baldoni.

Per oggi è tutto, tornerò presto con altri suggerimenti per visioni e letture.

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Chiara