Cineaste n.11: Vogliamo i panel, ma anche le rosel

Un altro #tuttimaschi voluto dalla critica e un mucchio di festival da vedere

Cara lettrice, caro lettore,

inizierò con un consiglio non richiesto: non scrivere mai gli appunti di una settimana nel Blocco Note del computer, che poi si riavvia senza avvisarti e perdi tutto. Insomma, anche questa settimana ho una scusa per il ritardo nell'invio, ho dovuto ricominciare quasi da zero!

La settimana scorsa è iniziata col botto per Cineaste: ho segnalato il corso di Film Business ospitato dal Centro Sperimentale di Cinematografia (a Milano) con 17 docenti uomini su 17. Conosco decine di esperte del settore, alcune in ruoli apicali, perfette per questo laboratorio, ma nessuna è stata chiamata. La protesta che ho scatenato sui social ha portato in poche ore a costringere il Centro - che ricordo, è la più blasonata scuola di cinema in Italia, a convocare d’urgenza ben 10 donne. Ah, quindi esistono! Tra i piagnistei e le scuse accampate dall’organizzatore Alessandro Masi ne cito testualmente alcune, con gli screenshot a portata di mano: ho scelto dal mio network, sono in buona fede, non me n’ero accorto, mi stai blastando ovunque, se vuoi iscriverti (a tue spese) sei la benvenuta, non riterrei giusto fare eccezioni sul corso [io non te lo chiesto!]

Ha persino cambiato il testo di presentazione del corso seguendo quanto avevo lamentato: l’assenza, anche qui, di un riferimento a una donna tra i registi. (Ha inserito Sofia Coppola, non l’esempio più azzeccato, dato che è una regista nata ricca in una famiglia di cineasti). 

Il premio per i peggiori della settimana lo porta a casa lui, il CSC e Roberto Proia di Eagle Pictures, che non ha capito niente ma è accorso in sostegno del Masi dicendo che io cavalco “la cosa” [e non loro che cavalcano il maschilismo presente ovunque!], che chiedo una contropartita e che e voglio il corso gratis (mai fatto, mai detto, è Masi che lo ha pensato). Questi soggetti non sono solo inconsapevoli del proprio privilegio, ma anche incapaci a relazionarsi. Non so proprio cosa il cinema abbia insegnato loro.

Per le tante segnalazioni che ricevo e che trovi in queste righe oggi ringrazio Alessia Sonaglioni per tutte/i. Il silenzio di colleghe e colleghe, invece, è come sempre imbarazzante.

Ne parlerò stasera nella diretta del canale Youtube di Film Is Now: anche se le donne sono una minoranza nei ruoli manageriali (il 18%) io penso che non dobbiamo accontentarci e stare a guardare il cambiamento che senz’altro si verificherà nei prossimi decenni (6, per la precisione, stando ai dati di 4.Manager), ma possiamo accelerarlo con azioni quotidiane e con critiche obiettive. Faccio un esempio: la Consulta Universitaria del Cinema, per festeggiare i suoi primi trent’anni, ha invitato gli ex presidenti, tutti uomini, a leggere estratti di libri che hanno fatto la storia della critica cinematografica. Oggi la Consulta è presieduta da Giulia Carluccio, ma questo è un evento (consigliatissimo!) che non può essere immaginato diversamente, perché parliamo della storia della Consulta attraverso i suoi presidenti, ripeto. Diverso è il caso di un corso in cui intervengono esperti di film business nel 2020. 

Diverso è il caso di Cinema Italian Style, la rassegna #tuttimaschi di film selezionati da Laura Delli Colli, Presidente deò Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani e della Fondazione Cinema per Roma. Festival pensato per il pubblico americano, ed essendo Delli Colli una critica forse saprà che sono usciti di recente decine di film notevoli diretti da registe donne, come già indicavo in una precedente newsletter. (Ad esempio Nevia di Nunzia De Stefano, Il corpo della sposa di Michela Occhipinti [nella foto qui sopra], Maternal di Maura Delpero, Faith di Valentina Pedicini, Un confine incerto di Isabella Sandri, Stay Still di Elisa Mishto, Buio di Emanuela Rossi, Le sorelle Macaluso di Emma Dante, Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri, Simple Women di Chiara Malta,).

Un vero peccato che un festival sostenuto con fondi statali e che afferma di portare il meglio del cinema italiano all’estero non contempli questi film.

Segnalo questa intervista (ripubblicata da Dagospia) a una regista che amo molto, Valeria Bruni Tedeschi, in cui si parla brevemente ma efficacemente di parità.

LA SETTIMANA

[Qui è dove di solito parlo di notizie di cultura, libertà di stampa e di espressione, e di qualche episodio di sessismo che non manca mai]

Naturalmente i #tuttimaschi non sono solo quelli che denuncio io, ma sono una costante che sempre più donne evidenziano. Il più problematico al momento è senz’altro per la governance dei fondi di Next Generation EU, ossia il Recovery Fund. Molte associazioni, organizzazioni e singole stanno chiedendo che non si permetta lo squilibrio di genere già annunciato. In precedenza c’erano state le proteste per lo stesso motivo nella Task Force del governo, cui era seguito un contentino in giugno, ossia una task force apposita attorno alla Ministra Elena Bonetti. (Cosa ne sarà se la Ministra si dimetterà come ha detto di aver considerato di fare?) Poi c’è stato un appello per destinare alle donne metà del Recovery Fund, in particolare per la cura della prima infanzia e dei non autosufficienti (anziani e disabili), il rilancio dell’occupazione femminile, per superare il gender gap e altre disuguaglianze.

Che altro è successo? (Che succede? - come direbbe Morgan)

  • Confindustria è dell’idea che bisogna riaprire tutto, e “anche se qualcuno morirà, pazienza". 

  • Abbiamo un nuovo caso simile a quello di Stefano Cucchi: un uomo di nome Emanuel Scalabrin è morto in una caserma, dopo essere stato arrestato in un’operazione anti-droga

  • Il Wall Street Journal ha criticato l’uso del titolo Doctor usato da Jill Biden

    L’ha fatto pubblicando un pezzo d’opinione, e la moglie del nuovo presidente degli Stati Uniti è stata difesa, tra le altre, da Michelle Obama. Intanto in Italia leggevamo uscite sessiste persino dai profili social del vocabolario Rocci.

Per quanto riguarda il comparto culturale, dopo le solite roboanti dichiarazioni di Franceschini, il settore vedrà solo 1.7 % di questi fondi, perché per il ministro bisogna puntare piuttosto sulla digitalizzazione. E far lavorare 40 nuovi tirocinanti al posto di chi ha studiato per farlo. Nel 2013, sempre con la bufala dell’alta formazione, ne aveva trovati 500.

Intanto dovrebbe partire l’operazione Netflix della cultura, e in questo caso noto che dopo il mio articolo in cui spiegavo in breve tutti i motivi per cui non dovrebbe proprio esistere ne sono usciti molti altri.

Il Ministero è stato criticato anche da trenta personalità legate all’Efebo d’oro perché ha negato per il terzo anno consecutivo il sostegno al festival. (Siccome ho un archivio personale, mi ricordo bene quando Franceschini nel 2010 diceva che il sud avrebbe dovuto diventare la California d’Europa. Giuro, l’ha detto).

  • La critica è sotto attacco: Tomaso Montanari ha ricevuto una querela-bavaglio dal sindaco di Firenze

    Nardella non gli ha perdonato di aver detto come stanno le cose a Firenze e vuole 165 mila euro. Da parte mia, rilancio l’intervista che ho fatto a Montanari in maggio, sottoscrivendo ogni suo ragionamento sul nostro patrimonio culturale

  • La pena di morte è stato un tema caldo durante la settimana 

    Un giornalista è stato fatto uccidere dalle autorità iraniane: Ruhollah Zam, era fuggito dall'Iran dopo le proteste seguite alle elezioni del 2009, era stato solidale anche con quelle degli anni successivi (più informazioni su ValigiaBlu); gli Stati Uniti hanno ucciso un uomo che aveva solo 18 anni quando è stato mandato a morte e circa il 44% degli italiani la trova una cosa giusta.

  • Un uomo che abusava di numerose attrici è stato fermato a Milano

    Per adescarle organizzava finti casting ed era già stato fermato mesi fa a Roma

  • La regista Agnieszka Holland è la nuova presidente della European Film Academy

    Sostituisce Wim Wenders, mentre Carlo Sironi è stato premiato come migliore rivelazione dell’anno agli European Film Awards e Mark Cousins, regista di un’opera monumentale sulle cineaste dalle origini del cinema fino ad oggi, Women Make Film, ha vinto il premio per lo storytelling innovativo (in Italia finora se ne è potuta vedere solo una parte alla Mostra di Venezia).

  • La regista Maura Delpero ha vinto il Young Talent Award

    Ogni anno il premio è stabilito dalla vincitrice dell’anno precedente. Nel 2019 ha vinto Eva Trobisch, che ha voluto premiare Delpero perché ha amato molto il suo film Maternal.

  • Il regista Kim Ki Duk è morto

    La piattaforma italiana di cinema asiatico Fareastream propone il suo film Il prigioniero coreano.

  • Diversi registi americani sono incazzati neri con Warner

    E hanno ragione, perché tramite HBO vuole mandare in streaming i loro film scavalcando le sale (è spiegato meglio qui, ma insomma è solita questione del padrone che decide di chi lavora veramente).

  • Susan Rice ha scelto Biden e lasciato Netflix

    Faceva parte del board della piattaforma ma ha accettato la nomina a direttrice del Consiglio di politica interna

  • Due musicisti della Banda degli Ottoni sono stati condannati per gli scontri alla prima della Scala del 2014

    Per chi non lo sapesse, parliamo degli artisti più amati in città, sempre dalla parte della cittadinanza resistente, la cui sfortuna è stata di imbattersi nella Digos.

  • Cinemaitaliano.info ha annunciato le candidature di Meno di trenta

    Si tratta del premio che indica gli artisti del futuro. In bocca al lupo giovani!

Ah, a Palermo si è festeggiata Santa Rosalia: non tutti conoscono la storia di questa donna che, oltre ad essere protagonista oggi una festa pazzesca, scappò da un matrimonio combinato.

A Milano invece si è ricordata la strage di Piazza Fontana e l’omicidio di Giuseppe Pinelli, con una proiezione gratuita all’aperto di Pino - vita accidentale di un anarchico di Claudia Cipriani, film che si può vedere anche in streaming (v. la pagina Facebook del film con tutti gli aggiornamenti).

La dichiarazione più forte della settimana l’ha fatta Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, che ha detto, rivolta alla classe politica: “Finiamola con la retorica della madre... Le madri come i padri hanno il diritto di rivendicare verità e giustizia per i loro figli”.

COSA VEDERE

Ultimi giorni per il festival V-art di Cagliari, di cui sono programmer e ufficio stampa: premi speciali per i cortometraggi di animazione di Mira e per Il Caso Braibanti di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese. Più altri cortometraggi di Valentina Pedicini, Bianca Rondolino, Francesca Tosarelli, Gaia Vianello e Corina Schwingruber Ilić. Ne ho parlato con Paola Guazzo di Gaynews. Tutto gratuito: INFO.

Venerdì ci sarà la proiezione gratuita del documentario La prima onda. Milano al tempo del Covid-19, opera collettiva cui ho contribuito con alcune idee. Sarà sul canale Youtube del Milano Film Festival e se hanno montato le immagini di Aspirin vedrai il luogo del cuore dal quale sono scritte alcune mie newsletter! 

Ruskino è il festival del cinema russo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, gratuito.

Il Terraviva Film Festival è parente del Premio Mutti ed è su Mymovies. Segnalo i documentari Climate Limbo di Elena Brunello e Devil comes to Koko di Alfie Nze, e la masterclass di Suranga Katugampala, uno tra i registi e colleghi con cui avevo scritto il manifesto Per un cinema diverso nel 2016. E venerdì si parla di cittadinanza e Ius Soli.

Il Trento Film Festival è iniziato e proseguirà per un mese. Lo staff ci consiglia Cielo di

Alison McAlpine.

Il Green Movie Film Fest è su OpenDBB.

Di Indiecinema Film Festival non so molto, ma trattandosi di cinema indipendente vale la pena dare almeno uno sguardo alla programmazione.

Omovies presenta film a tematica lgbt+ da 16 diversi paesi del mondo.

I cortometraggi in programma al Sardinia Film Festival sono in streaming gratuito al link https://www.sardiniafilmfestival.stream/

Cortometraggi anche a Cortodorico, che organizza una sfida tra i miglior film brevi passati al festival dal 2010.

Ma tutti questa settimana i festival di corti?! C’è anche Visioni Corte.

Al Pulcinella Film Fest registi emergenti e un omaggio a Fellini e Sordi.

Le sorelle Macaluso di Emma Dante, per me uno dei film più intensi dell’anno, sarà su molte piattaforme da venerdì.

OPPORTUNITà

La compagnia Motus cerca una persona con esperienza in produzione e amministrazione nel teatro contemporaneo, domiciliata in zona Rimini / Santarcangelo.

Se hai meno di 30 anni e sei laureata/o, non perdere l’opportunità di fare ricerca alla Biennale di Venezia. Discipline: Cinema, Teatro, Danza, Musica.

Un mio sogno sarebbe quello di lavorare per Arte Tv, ma dato che non parlo bene né il tedesco né il francese, ti segnalo varie posizioni aperte.

MESSAGGIO PROMOZIONALE

Ed ora un annuncio, perché è giunto il momento, dopo due mesi di newsletter gratuite, di rendere accessibili le prossime uscite alle sole persone iscritte. Perché iscriversi? Ecco cosa ti propongo per il prossimo anno, a partire dal 22 dicembre:

  • 1 newsletter settimanale gratuita (potrebbero esserci degli imprevisti, ma finora sono stata di parola)

  • 1 consulenza privata e gratuita per prepararsi ad un pitch

  • 1 consulenza privata e gratuita per preparare un comunicato stampa

  • 1 consulenza privata e gratuita in forma scritta se vorrai sottopormi un tuo film per un parere

  • 1 Ask Me Anything privato e gratuito (non sono comprese filmografie o contatti)

  • 1 incontro annuale on line con accesso privato (su piattaforma da stabilire, ad esempio Meet Teams, Webex, oppure Skype o Riot) per iscritte/i che vogliano partecipare come community

  • Sorprese!

L’idea è di lasciarti scegliere tra un abbonamento annuale a 10 euro e uno mensile a 1 euro. Ci sarà un bottone per Supporters, ossia per chi vuole dare di più. Voglio confidare nel gesto spontaneo, nel riconoscimento del mio lavoro, immaginando una regola non scritta: se ti iscrivi mi auguro tu voglia suggerire Cineaste ad altre/i (negli States ti chiamerebbero product evangelist, ma io eviterò).

Until next time!

Chiara

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