Cineaste n.4: La prima del nuovo-finto-lockdown, con un immancabile #tuttimaschi

Un nuovo decreto chiude i cinema, ma non per questo smettiamo di scoprire nuovi film e di denunciare la formazione a base di #tuttimaschi

Ciao e buon 27 ottobre: di questi tempi allargarsi ulteriormente sembra pericoloso :)

Oggi parlerò delle sparate del nostro ministro della cultura, di festival #tuttimaschi che danno risposte inaccettabili, di un nuovo #tuttimaschi da lanciare per quanto riguarda la formazione di nuove/i cineaste/i, di film da vedere on line e di altro ancora.

LA SETTIMANA

  • Cinema chiusi, ministro incompetente, manifestazioni di protesta

    Un nuovo decreto ha imposto misure restrittive che colpiscono anche cinema, teatri e altri luoghi dove facciamo attività essenziali come apprendere, esercitare spirito critico e socializzare, chiudendoli al pubblico almeno fino al 24 novembre. Il ministro Dario Franceschini ha risposto agli appelli delle associazioni di categoria, alle critiche e alle petizioni dicendo in un video "Ho l'impressione che non si sia percepita la gravità della crisi". La situazione che il ministro non vuole vedere, però, è che i mezzi di trasporto sono strapieni, mentre i luoghi di spettacolo sono i più sicuri, con un solo contagio registrato da quando hanno potuto riaprire in giugno. Gli esercenti hanno speso moltissimo adeguando le sale alle misure vigenti fino a domenica, quando gli ingressi erano contingentati, e nel settore tutti hanno perso almeno una parte del proprio lavoro. A nulla serve dimostrare sicurezza, responsabilità e cura, come scrive Andrea Pocosgnich? Franceschini non frequenta cinema e teatri, se non per qualche passerella, perciò non pensa a dimettersi. Oltre ai presidi già organizzati dai lavoratori, venerdì ci sarà una manifestazione in molte città indetta dai sindacati confederati (INFO). Serve anzitutto sostegno economico per chi opera nel settore, a partire dal reddito. Altri due presidi sono convocati mercoledì e giovedì a Milano da parte di Lavoratrici e dei Lavoratori dello Spettacolo Lombardia, in solidarietà in particolare con gli attrezzisti estromessi da X Factor (INFO), ma potrebbero esserci novità in relazione alle manifestazioni contro l’ultimo dpcm che si sono tenute in tantissime città nelle ultime sere.

  • L'Alto Adige disobbedisce al summenzionato decreto anti-cultura

    I cinema rimangono aperti nella provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige: il presidente Arno Kompatscher ha valutato la situazione locale. Anche in Salento un esercente ha disobbedito, ma senza un'analoga regolamentazione locale. E così, poche ore dopo, avendo scoperto a quanto ammonterebbe la multa, ci ha ripensato.

  • Il ministro Franceschini ha invitato le tv a trasmettere spettacoli, concerti e film

    L'ha fatto scrivendo ai canali tv e pubblicando un comunicato stampa. Ci sarà chi lo ringrazierà per questo, e allora vorrei ricordare che non è da Franceschini, ma dalla concessione di Servizio Pubblico e dal Contratto di Servizio 2018-2022 (e precedenti), che la Rai è già obbligata a farlo. In particolare è obbligata a svolgere un ruolo di stimolo alla produzione audiovisiva italiana. Finché non si denuncia la situazione con un un monitoraggio quotidiano, Franceschini dormirà sogni tranquilli. Inoltre le "nuove produzioni e nuove iniziative” che il ministro chiede si possono realizzare solo se ci sono i soldi e i lavoratori per farlo, ma in questo momento in tv si lavora più che altrove per garantire il servizio base.

  • Nella sezione Alice nelle città della Festa del cinema di Roma hanno trionfato le donne

    Ha vinto come miglior film Kajillionaire di Miranda July [qui ne parla Francesca D’Angelo di Rolling Stone],

    mentre il Premio Speciale della Giuria (giovani tra i 15 e i 18 anni) è andato a Punta Sacra di Francesca Mazzoleni. [Qui la recensione di Ilaria Ravarino per Mymovies].

    Gagarine di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh ha avuto una Menzione Speciale dal Premio Camera d'Oro / MyMovies e il premio per il miglior cortometraggio è stato vinto da El Silencio del Rio di Francesca Canepa. Qui tutti i premi e le motivazioni.

  • Premi per le registe anche al festival Lovers di Torino

    Always Amber di Lia Hietala e Hannah Reinikainen è il miglior documentario [qui una precedente intervista in inglese alle registe, da Cineuropa]

    e La traction des pôles di Marine Levéel è il miglior cortometraggio. Qui tutti i premi e le motivazioni.

  • È diretto da una regista al suo primo lungometraggio il film vincitore del week-end

    Si tratta di Sul più bello di Alice Filippi, presentato alla Festa del cinema di Roma. È la storia (tratta dal romanzo omonimo di Eleonora Gaggero) di una ragazza che convive con una malattia, ha una famiglia nei suoi due amici omosessuali, e si innamora di un ragazzo bello e impossibile, per di più ricchissimo. Qui la recensione di Chiara Zuccari, e qui la videointervista di DireGiovani alla regista e ai protagonisti Ludovica Francesconi e Giuseppe Maggio.

  • #TUTTIMASCHI E ZERO REGISTE AI FESTIVAL? "NON SPETTA A NOI" è SEMPRE LA RISPOSTA DEI SELEZIONATORI

    La settimana scorsa avevo parlato dell'assenza di registe al festival Presente Italiano, dopo aver segnalato la settimana precedente che le donne erano assenti dal programma dell'Est Film Festival.

    Il direttore artistico di Presente Italiano ha risposto pubblicamente sul mio profilo Facebook dicendo che non spetta a loro cambiare le cose, poi privatamente mi ha scritto che solo i film da loro scelti rappresentano un'istantanea del nostro cinema, più altre cose che però non mi ha dato ad oggi il permesso di pubblicare. Ho ricevuto insulti e inviti a mettermi gli asterischi nel cu*o, ma resto della mia idea: i festival si fanno per la cittadinanza - diversamente da quanto dichiarato da Joana Fresu De Azevedo, coordinatrice di Sedicorto e componente del consiglio direttivo di AFIC / Associazione Festival Italiani di Cinema. Perciò non trovo giusto che non presentino registe in concorso o addirittura nell'intero programma quando ricevono finanziamenti pubblici e privati. Affermazioni come quella di Fresu De Azevedo sono escludenti e classiste, ma prima ancora sono sbugiardate da quanto richiedono i bandi per ricevere i contributi dallo stato, dalle regioni o dai comuni.

    Ho rilasciato un'intervista in merito a Dinamopress.

    Anche questa settimana c'è un #tuttimaschi, ne parlo più in basso.

COSA VEDERE

  • Linfa, il documentario di Carlotta Cerquetti è su Chili: si può vedere a noleggio (senza abbonamento) in Italia, UK, Germania, Austria, Polonia. (Aggiungo i miei complimenti alla regista, tra le poche ad avere un sito internet con tanto di rassegna stampa!. oltre alla pagina Facebook).

    Linfa è un documentario musicale sulla scena underground femminile di Roma Est, sulla passione per l’arte e la musica, sulla libertà di essere ciò che vogliamo al di là dei ruoli stereotipati e sulla scelta di seguire il talento e i desideri che danno linfa alla nostra esistenza. Una storia di libertà e di resistenza artistica. Con Lilith Primavera, Lola Kola, Maria Violenza, Lady Maru, Federica Tuzi e Merel Van Dijk (NoChoice), Jonida Prifti e Iva Stanisic (Opa Opa Invasioni Balcaniche), Erika Z. Galli e Martina Ruggeri (Industria Indipendente), Silvia Calderoni.

  • Iniziano le Giornate del cinema quebecchese in Italia e i film si possono vedere gratis per on line per 48 ore, da mezzanotte di venerdì 31 Ottobre fino alle 23.59 di lunedì 2 novembre seguendo queste indicazioni. Il direttore artistico Joe Balass consiglia Kuessipam di Myriam Verreault, delicata storia di amicizia e amore, ambientata nella comunità Innu del Québec, sullo sfondo di temi universali come l'identità culturale della popolazione autoctona e il rispetto per le diversità. https://cinemaquebecitalia.com

  • Per imparare qualcosa da grandi cineaste, sono on line le masterclass che Ann Hui (QUI) e Tilda Swinton (QUI) hanno tenuto alla Mostra di Venezia.

  • Nel canale Youtube dei Bafta c’è una masterclass di Amma Asante.

COSA LEGGERE

  • Diversity, un nuovo studio

    Ho pubblicato la traduzione degli ultimi dati sulla rappresentazione delle persone non bianche, non eterosessuali e/o con disabilità in circa 1300 film monitorati dal 2007 al 2019: ECCOLI.

  • Marina Pierri, critica televisiva, direttrice artistica del FeST – Il Festival delle serie tv, voce del podcast Tutte col Tutù insieme a Eugenia Fattori, in poche parole la maggiore esperta di serie tv in Italia, ha parlato con Chiara Oltolini di Wired del suo libro Eroine, come i personaggi delle serie tv possono aiutarci a fiorire. Naturalmente oltre all’intervista consiglio il libro.

  • Un’intervista a Cristina Comencini in cui parla anche di femminismo e dice una frase che non ho capito bene: “Oggi il cammino bisogna farlo con gli uomini, non abbiamo bisogno di minare quel rapporto, frustrando la possibilità di sedurre”. Su Globalist.

  • Anna Magnani può essere considerata un simbolo della violenza contro le donne?

    A Roma, in via Veneto, ora c’è una sua statua in bronzo a grandezza naturale realizzata da Antonio Nigro con allestimento di Mekane, e rimarrà fino a fine anno. Seduta su una panchina rossa, segno della lotta contro la violenza sulle donne a Largo Fellini, Magnani è il mezzo "per condannare ogni forma di sopraffazione e violenza consapevoli che Cultura e Cinema offrono alle donne importanti occasioni di riscatto." Non ho capito bene perché Paola Mainetti, Vice Presidente della Fondazione Sorgente Group abbia detto "Abbiamo scelto Anna Magnani perché nessuna attrice meglio di lei incarna lo spirito delle donne romane, resilienti e combattive". Un articolo critico di Helga Marsala su Artribune.

  • Quibi è già finita

    Sito di streaming di video brevi, dopo sei mesi Quibi chiude, avendo fallito l’obiettivo (farci pagare i video). Un articolo del Post.

COSA ASCOLTARE

  • Jack Halberstam e Federica Fabbiani

    "La storia della butch è spesso stata vista come la storia della lesbofobia al cinema. Se in un primo tempo è stata il capro espiatorio per la rappresentazione lesbofobica, poi è stata eliminata perché fisicamente non conforme alle regole del bel corpo e della buona educazione. Ecco perché serve ripercorrere un bel tratto della cinematografia per identificare nella butch la falla e non l’ingranaggio del sistema eterosessista". Così Federica Fabbiani presenta la sua più recente fatica formato podcast, ossia Reno, 1959: nientemeno che una conversazione con Jack Halberstam, più un'utile bibliografia.

OPPORTUNITà

  • Venerdì c’è un webinar gratuito per documentariste/i organizzato da School of doc sulla logline. INFO.

  • A novembre c'è un workshop gratuito, prevalentemente on line, proposto alle donne (massimo 12 partecipanti) provenienti da tutto il mondo - prime e seconde generazioni - che a Milano lavorano, studiano, si incontrano, creano, si innamorano e vivono. In 20 ore le partecipanti contribuiranno alla realizzazione di un video che verrà presentato in occasione della cerimonia di premiazione del film vincitore del Premio "Docucity @ Milano Città Mondo #05 - Le città delle Donne" sabato 5 dicembre al Mudec. Docenti: Rahel Sereke, Susanna Yu Bai, Chiara Martucci. Responsabile scientifica: Nicoletta Vallorani. Scadenza per le iscrizioni: questo venerdì. INFO.

#TUTTIMASCHI: COSA SUCCEDE QUANDO I DOCENTI SONO TUTTI UOMINI?

Mi sono resa conto solo adesso che quello che ho fatto con i due festival che in questa edizione non hanno donne in concorso - ossia farne conoscere il programma e indicare altre soluzioni (v. la precedente newsletter) non è molto diverso da quanto fece la rivista Another Gaze quando segnalò una lista redatta dall’autorevole British Film Institute sull’intreccio tra cinema e filosofia, lista che non conteneva alcun film diretto da una donna. La rivista rispose al BFI tramite Twitter chiedendo: Hey, perché non ci sono i film di Chantal Akerman, Claire Denis, Margarethe von Trotta, Agnes Varda, Ida Lupino, Lucrecia Martel, Kelly Reichardt, Kira Muratova, Vera Chytilová, Nelly Kaplan, Catherine Breillat, Maren Ade, Angela Schanelec, Naomi Kawase, Ann Hui, Lucile Hadžihalilović, Athina Rachel Tsangari, Mia Hansen-Lóve, Julie Dash, Debra Granik, Clio Barnard, Marguerite Duras, Alice Rohrwacher, Marta Meszaros, Ursula Meier, Kathleen Collins, Liliana Cavani, Virginie Despentes, Helke Sander, Helma Sanders-Brahms, Iris Gusner, Ildikó Enyedi?

Trovo sbagliato - più in generale - organizzare eventi o formazioni senza donne come relatrici, oppure come ospiti, a meno che non si possa – e non si può – dimostrare che manchino professioniste in questo settore. Il #tuttimaschi di oggi è allora la formazione dei corsi di cinema e di sceneggiatura dell'Accademia del cinema Renoir a Roma: ottimi docenti, ma zero donne.

Per chi volesse verificare:

Corso Annuale di Regia Cinematografica 2021

Corso Annuale di Sceneggiatura Cinematografica 2021

Ed ecco qualche informazione sull'associazione culturale che li organizza, presa dal sito www.accademiadelcinemarenoir.it: Road to pictures Film nasce nel 2011 per creare un polo formativo e professionale in materia cinematografica. Organizza corsi e workshop e si occupa di produzione esecutiva e organizzazione di lavori audiovisivi di giovani autori.

Dato il nome dell'associazione, ne parlerò usando l'hashtag #roadtomansplaining

Ringrazio la persona che mi ha segnalato i corsi.

Ci vediamo qui, sulla tua casella di posta, martedì 3 novembre. Se vuoi contattarmi per segnalazioni di film on line o altro rispondi a questa e-mail, lascia un commento su Substack oppure utilizza i miei account sui social: Linkedin | Twitter | Facebook | Instagram

Buona giornata,

Chiara